11 gennaio 2019

La catena di Melissa


I fatti di Melissa ci dicono e ci ricordano molte cose. E forse non è un caso che questa vicenda emblematica avvenga nel profondo sud e nella provincia più provincia, quasi a dirci che - nonostante le chiacchiere - sono proprio queste le nostre radici più profonde, i nostri reali valori “nazionali”. L’altro ieri notte, i cittadini di Melissa – un comune di poco più di 3.500 anime che anche Google fa fatica a indicizzare – vengono svegliati da urla disperate che chiedono aiuto. Erano pochi uomini, tra quelli che sapevano nuotare. Dietro di loro, incastrati in una barca a vela o in lotta col mare grosso a pochi metri dalla riva, un’altra cinquantina di persone.

7 gennaio 2019

Il pane e l'aragosta

Lo incrocio subito dopo Natale, per caso. I re-incontri dopo le feste rischiano di essere tutti uguali (bersagli inevitabili della feroce ironia del Milanese imbruttito): come le hai passate? Tutto a posto? Dietro l’angolo, la serie monocorde di parole chiave: riposo, mangiate, tranquillità.
E ‘sti parenti!
Ma Edoardo mi racconta una piccola esperienza vissuta, un fatterello – se vogliamo – che tuttavia lo ha fatto riflettere molto.

23 dicembre 2018

A Natale nel frutteto

“Dai frutti li riconoscerete”, dice il Vangelo. E proprio in un frutteto mi sento oggi, qui. Una comunità per persone disabili nata all’alba degli anni novanta, che ancora ospita e accoglie una parte di quei giovani che allora erano chiamati handicappati. Dieci ospiti che si sentono a casa loro e che qui trovano accoglienza, dignità, assistenza. Confronto questa casa e questi volti accesi dalla festa di Natale, con le parole del Cardinal Martini nel suo primo discorso alla città per S. Ambrogio, nel 1980.

27 novembre 2018

Senso e consenso


Quando soffi sulle candeline di qualche iniziativa che hai fondato, è inevitabile andare indietro con la memoria. Cerchi di ricordare com’era, come non era; si rovista negli episodi, ormai diventati domestiche leggende, o aneddoti che fanno sorridere. Si cerca soprattutto di capire com’erano quegli anni passati e cosa sia cambiato da allora. E’ l’esercizio che viene naturale anche stasera, mentre siamo stretti attorno alle venti fiammelle del negozio del commercio equo e solidale.

6 novembre 2018

La grande muraglia

Il percorso è a dir poco articolato, un susseguirsi di porte che si aprono e richiudono, di corridoi, sale che si inseguono. E la nostra prima tappa è proprio la sala d’aspetto per i pazienti, dedicata anche a spazio fumatori. Le pareti bianche sono quasi completamente ricoperte di scritte a pennarello, che danno bene l’idea degli stati d’animo che si vivono quando ti trovi a passare – e soprattutto a rimanere – qua dentro. Ci sono versi di poesie, frammenti di canzoni, veri e propri sfoghi verbali. Bile rappresa, domande d’aiuto senza speranza; ma anche battute folgoranti e appunti sagaci. Faccio notare al dirigente sanitario una frase sottile e maliziosa dedicata agli psichiatri e lui se la ride di gusto.

19 ottobre 2018

C'è vita sul pianeta

Federico ha la faccia soddisfatta. Si è appena voltato, e mi fa: “ma non ti pare che questi incontri abbiano qualcosa di magico? Succedono cose non scontate, come un’alchimia singolare”. Sì, anche a me dà una soddisfazione particolare girare le cittadine per presentare questo nuovo bando; ogni sera una città diversa, una sala diversa, un pubblico differente. Eppure il risultato sembra sempre lo stesso, come lo sprigionarsi di scintille, piccoli e istantanei fuochi artificiali che però illuminano a giorno il nostro disincanto, l’incipiente cinismo di operatori sociali ormai scafati.