lunedì 21 maggio 2018

Costellazioni nel buio


Mettere in cerchio tante persone che non si conoscono e che hanno un’esperienza da comunicare, produce (quasi) sempre qualcosa d’interessante. Se poi il gruppo è partecipato come quello di oggi, che il cerchio appena nato si deve allargare e deformare nel tentativo di fare spazio a tutti, allora la cosa si fa più che stimolante. Il convegno è organizzato dall’Ufficio per la Pastorale dei Migranti della Diocesi Ambrosiana per far confrontare tante esperienze diffuse nei territori e ricercare le buone prassi d’inclusione. Il cerchio è infatti composto da rappresentanti di gruppi, associazioni, parrocchie e centri d’ascolto impegnati nel promuovere, appunto, attività per l’inclusione di persone straniere/migranti, nelle forme più diverse.

Si comincia da quattro esperienze pilota e poi si allarga il confronto, cercando di raccogliere esperienze e punti di vista che arricchiscano il quadro, suggeriscano strade, facciano intravedere agli altri possibilità di innovazione. Come spesso accade, il giro d’orizzonte che gli interventi producono mi impressiona per la sua ricchezza e per la sua multiformità. Un inno alla creatività e alla generatività del mettersi insieme: c’è il gruppo degli scout che organizza letture ad alta voce per badanti e anziani, chi insegna l’arabo alle maestre perché si possano destreggiare con più facilità nelle sempre più diffuse classi interculturali, ci sono i volontari che dentro il carcere cercano di seguire gli itinerari umani dei detenuti stranieri irregolari e i custodi sociali che promuovono inclusione tra gli inquilini dei grandi palazzoni popolari. E poi chi sviluppa housing utilizzando abitazioni messe a disposizione da privati e i privati che hanno “prestato” la loro casa per l’accoglienza diffusa nelle parrocchie; infine tanti volontari delle scuole d’italiano parrocchiali e gli operatori che aggregano e animano le collaboratrici domestiche, per lo più straniere, che lavorano nelle case di molti di noi.

Un florilegio di generosità e d’inventiva, collegato dallo sforzo intelligente di promuovere integrazione tra persone, culture, lingue e linguaggi differenti. Il tutto, manco a dirlo, sotto traccia; non visto – se non raramente – dai pigri e miopi radar dell’informazione mainstream.
Mi fermo un secondo a considerare questa ricchezza nascosta e la metto a confronto con l’aria che tira, in particolare con i tentativi diffusi e striscianti di criminalizzare la solidarietà nei confronti degli stranieri e le organizzazioni che si sforzano di promuoverla.

Qui non abbiamo “Medici senza frontiere” o qualcun’altra delle grandi e dotate organizzazioni non governative. Si tratta invece di una rete di attività basate sul mero volontariato, affiancate al più da pochi operatori sociali professionali. Queste esperienze in realtà non si possono nemmeno definire “rete”, perché non sono collegate se non in maniera intermittente e saltuaria; tanto è vero che il convegno di oggi vuole proprio rappresentare uno dei primi momenti di contatto e dialogo. Più che una rete, si tratta di una costellazione di iniziative: e proprio come una costellazione, emerge una figura riconoscibile solo se tiri delle linee immaginarie. Se no, rimangono puntini più o meno prossimi gli uni agli altri, senza legami.
Questa costellazione, che si vede solo nel buio fitto, saprà in futuro resistere meglio alla criminalizzazione della solidarietà dei suoi cugini super-organizzati? O al contrario, la sua dispersione la condannerà alla definitiva irrilevanza e quindi alla scomparsa?

Interrogativi inquieti, ai quali rispondo con un'altalena tra ottimismo e pessimismo…cosmico.
Arrivando alla conclusione che se le costellazioni sono proiezioni della fantasia dell’uomo, le stelle sono lì da miliardi di anni. Resistenti e resilienti, ad indicare la via.

 
Oliviero Motta

1 commento:

  1. Il cerchio rappresenta la protezione e viene usato per aprire sane relazioni sociali generando solide allenze e nel contempo è usato anche dalla criminalità organizzata dalla massoneria per accerchiare i loro bersagli intelligenti. Il branco fa cerchio per aggredire anche alle spalle.
    C'È una differenza sostanziale in queste due tipologie di cerchi, l'intelligenza ha la resilienza come le stelle e le costellazioni

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