domenica 25 novembre 2012

"Sono sottoterra, ma non troppo"

Lo dice con quella sottile ironia tipica di chi riesce a non prendersi troppo sul serio. Fatto tutt’altro che scontato quando sei una psicologa e lavori come “professionista”. Ma il clima che si respira in questo gruppo di psicologhe, psicoterapeute ed educatrici, è di quelli sani.
E’ un gruppo completamente al femminile - e quindi capace di cose terribili quando l’interlocutore di turno non viene considerato all’altezza della situazione -  che ha imparato a fare della leggerezza, appunto,  e della flessibilità la sua risorsa vincente.
“Sono sottoterra, ma non troppo”, dice allora Elisa, riferendosi alla sua nuova postazione fissa, nel seminterrato della scuola, tra palloni e attrezzi della palestra. Meglio dell’anno scorso, insomma, quando vagava da un’aula all’altra secondo l’occasione e le condizioni del momento. Alla faccia del setting, cioè del luogo riconoscibile, dedicato e curato in cui dovrebbero svolgersi i colloqui.
Le cinque operatrici che ho davanti, infatti, costituiscono l’equipe di uno sportello d’ascolto per i ragazzi, gli insegnanti e i genitori delle scuole secondarie di primo grado della nostra città. Ogni plesso ha delle ore dedicate, un’operatrice educativa e, teoricamente, un’aula in cui tutti gli abitanti della scuola possono trovare uno spazio e un tempo per l’ascolto, per provare a rielaborare i problemi e le difficoltà incontrati e individuare così strategie di risoluzione.  Gli strumenti utilizzati ogni giorno vanno dall’ascolto e supporto psicopedagogico per gli alunni al sostegno alla genitorialità, dalla consulenza pedagogico-didattica agli insegnanti, alla mediazione scolastica. Al centro ci sono i ragazzini e la loro crescita.
L’intervento è stato concepito e progettato ormai più di dieci anni fa nella convinzione che la crescita armonica e il benessere di ogni singolo ragazzo traggano origine dall’incontro e dall’azione sinergica di diversi attori: genitori, insegnanti, educatori. La realtà scolastica, insomma, viene  intesa e valorizzata quale luogo privilegiato per la sperimentazione della vita e delle relazioni  sociali. All’interno  di questa ‘società in fieri’, tutti i diversi  attori sono  chiamati  ad agire sviluppando uno spirito  di  corresponsabilità.
Il progetto si chiama non a caso “Incontriamoci” e nasce appunto dall’incontro delle volontà e delle energie dell’Amministrazione comunale, della cooperazione sociale e degli Istituti scolastici.
Detto così sembra tutto facile, ma il ruolo delle cinque consulenti si gioca sul filo delle diverse aspettative di ciascuno degli attori e dei molti limiti che l’esperienza scolastica oggi sconta.
Lo sportello, in questo quadro, diventa a seconda dei casi stampella, tessuto connettivo, imbuto dei bisogni, ponte verso i servizi del territorio, mappa e lente d’ingrandimento dei problemi e delle risorse dei ragazzi. Un ibrido, insomma, alla continua ricerca di un assetto adeguato per servire meglio alla scuola e ai giovanissimi studenti; uno strano incrocio, sempre a metà strada: che s’accontenta anche della finestrella livello strada, se la realtà lo richiede.
Da questo punto di vista, se ci pensiamo bene, condivide il destino della scuola: bistrattata ma fondamentale; anche la scuola sta un po’ sottoterra, come molte delle cose importanti: i semi, le fondamenta, le memorie che contano, le tubature e i servizi essenziali che connettono gli abitanti di una comunità.
Tutte queste cose puoi anche scordarle mentre conduci la tua vita di tutti i giorni, anzi ci puoi addirittura camminare sopra distratto; basta che al momento giusto si sappia riconoscere che senza di loro, presente e futuro cambierebbero significato.
Sottoterra, ma non troppo.

2 commenti:

  1. Grazie, grazie Oliviero!! Riesci a dare voce a chi non l'ha o a chi è troppo impegnato a sopravvivere per farsi sentire dalla società per cui lavora!!Riesci ad esprimere a parole le nostre emozioni ed i nostri stati d'animo condensati in poche righe!!Con te finalmente riusciremo a essere visti!!
    Elena

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  2. ho trovato belle parole nell'articolo: tessuto connettivo,imbuto dei bisogni,ponte verso i servizi,mappa e lente dei problemi,al momento giusto si sappia riconoscere,diversi attori,mediazione,trovare spazio e tempo,rielaborare i problemi,strategie.

    complimenti all'autore!

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