25 luglio 2012

Epitaffi

Lungo questi viali, proprio tra questi giardini, si muovevano a coppie gli educatori di strada, una prece.

Qui sorgeva il Centro per gli affidi, ora ne rimangono solo alcune vestigia, e il ricordo in chi l'ha conosciuto.

O tu straniero che passi davanti a questa scuola, manda un pensiero alla passione e allo studio di chi qui costruì, in tempi andati, interventi di prevenzione.

Affittasi ampio appartamento dotato di tutti gli standard strutturali per una comunità per minori. Libero subito.

Sto tenendo il conto dei servizi alla persona e dei progetti che stanno chiudendo in questi ultimi mesi. Non é un bello spettacolo. Sono tanti, davvero troppi. Non ci sono solo i progetti a termine, quelli che hanno una scadenza; scompaiono anche i servizi "stabili" per le persone anziane, i minori, i disabili, i giovani. Veri e propri punti di riferimento, per chi ha la mappa sociale di un territorio.
Stelle cadenti, é il periodo.

E poi ci sono quelle attività che non sono morte, ma non stanno per niente bene. Una serie ancora più lunga di agonie striscianti, comandate da tagli continui, da economie sempre più stringenti che mortificano operatori e (sempre più potenziali) utenti.

Non ci sono i soldi, dicono. E' la crisi.
Non é vero. O comunque non é tutta la verità.

Infatti l'attacco ai fondi e ai servizi sociali é ormai in corso almeno dal 2005, da quando il Berlusconi ter tagliò del 40 % il Fondo nazionale per le Politiche sociali. E anche allora si diceva, paro paro, che i soldi non c'erano (per la cronaca, i soldi furono trovati giusto un anno dopo dallo stentato Governo Prodi, per poi scomparire di nuovo, più tardi). Nel corso degli anni si é solo completato quel disegno, con l'azzeramento pressochè totale dei Fondi destinati al contrasto alla fragilità.

La crisi fa da schermo e acceleratore: confonde i piani e mescola furbescamente le carte...

La mia amica Paola dice che in fondo la vera molla di tutto questo é la convinzione che ciascuno se la debba cavare da solo. Una convinzione che, evidentemente, accomuna indistintamente certi politici e certi "tecnici".

Probabilmente Paola ha ragione. Sta di fatto però che si tratta di una convinzione davvero bizzarra, in un mondo in cui - appunto a causa della crisi - non riescono a fare da sè nemmeno le banche, le grandi imprese, persino gli Stati.

Ieri il Forum del Terzo settore ha rotto con il Governo Monti e ha minacciato di disertare totalmente la Conferenza nazionale sul volontarato prevista in autunno. Finalmente qualche segnale di reazione decisa.

Qui giace un vinto che non si é arreso
Saul Bellow (1915-2005)
Scrittore statunitense

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