1 maggio 2012

Cambia todo cambia

Ho scoperto questa canzone qualche giorno fa, guardando “Habemus papam”. Un film che ci parla della percezione di essere al di sotto di ciò che la vita apparentemente ci chiede, un film che però ci racconta anche della decisione di farsi vedere dagli altri per come si è, di parlare apertamente di sé; ci parla, infine, della resistenza che si può opporre all’istituzione che ci vuole omologati e prevedibili. Quella del Papa mancato è la storia di un doloroso ma liberante percorso di presa di coscienza, molto simile, per tanti aspetti, a quello che fanno gli ospiti di una comunità terapeutica. Tre passi in comune: la profonda crisi nel rapporto con sé e con gli altri, il lavoro su se stessi, una nuova collocazione nel mondo.
In una bella scena, i personaggi principali del film si ritrovano idealmente attorno alle note di questa canzone interpretata da Mercedes Sosa. Potrebbe essere, ho pensato, un “inno” ideale della nostra comunità. A cominciare da quel titolo – “Cambia todo cambia” – che ha già in sé il girare e il mutare continuo del mondo che ci sta accanto: come una porta d’albergo, che nel suo roteare modifica ciò che sta dentro e ciò che sta fuori, vagliando e accompagnando centinaia di ospiti e viaggiatori ogni giorno. Cambia todo cambia, infatti, non è una frase sola, sono due interconnesse: la seconda registra il movimento permanente di tutto ciò che ci circonda, noi compresi;  la prima, invece, è un invito o, se si vuole, un imperativo: cambia todo!
E così, ieri sera, le parole della canzone hanno fatto da sfondo alla festa di fine percorso di Stefano, Fabrizia e Cristian. Anche loro, infatti,  sono entrati in comunità rispondendo a quell’invito/comando: non importa se la voce veniva dal di dentro o da qualcuno o qualcosa al di fuori; si trattasse della loro consapevolezza o delle circostanze attorno, qui ci sono arrivati perché qualcosa diceva loro con urgenza: cambia todo!
Ma negli anni che hanno trascorso qui in comunità, hanno fatto esperienza di quanto davvero todo cambia.
Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo
Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.
Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Hanno sperimentato cosa vuol dire abitare e vivere con gli altri, hanno  toccato con mano la gioia, la ruvidità e la difficoltà dei cambiamenti dei compagni di percorso e sperimentato con altrettanta gioia e dolore il loro personale cambio di vita.  Quanti cambiamenti: avanti e indietro; ancora indietro e poi avanti. E poi di lato. Mutando sguardi e punti di vista. Fino a ieri sera, col cambiamento più grande degli ultimi tre anni: il ritorno a casa.
Nel percorso, naturalmente, hanno anche sbattuto contro il fatto che certe cose non cambiano mai: talune costanti, positive e negative, certi tratti della personalità. Ma anche queste, se le si guarda davvero da vicino, cambiano e si spostano. Sono quasi sempre scarti millimetrici, micrometri. Ma ci sono.
Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante
Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera
Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Cambia il più prezioso brillante
di mano in mano il suo splendore,
cambia nido l’uccellino
cambia il sentimento degli amanti.
Cambia direzione il viandante
sebbene questo lo danneggi
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste,
cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.
Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambiano le cose che sappiamo sempre in movimento, ma cambiano anche quelle apparentemente  più immutabili. Il più prezioso diamante, il sentimento di chi si ama.
Che io cambi non è strano.
Ma…
Eh sì, anche nella canzone della Sosa c’è un ma. In spagnolo, un “pero”.
Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente
Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana
Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi,
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.
E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.

“Oggi lasciate ufficialmente la comunità. Tornate tutti e tre alla vostra terra; con coraggio andate incontro alla vostra storia e alle vostre radici. Un coraggio diverso, né maggiore né minore, da quello che ha portato Tarcisio e Silvano a recidere le loro. A cambiare strada e indirizzo.
Voi, invece, tornate sui vostri passi, nei vostri ambienti.
Sappiamo tutti, però, che una parte di voi rimane qui. Che questa sarà sempre un pezzo importante della vostra terra, della vostra vita. Non si piantano i propri alberi nella terra di altri.
Tutto cambia. E la vostra vita cambierà ancora, muterà l’immagine che avete di voi stessi. Potrà cambiare persino l’affetto verso voi stessi, la capacità di guardarvi come vi siete visti  qui.
Ebbene, sapete che potete guardare in questa direzione, quando todo cambia.
I manuali della perfetta comunità terapeutica storcerebbero il naso, in nome dell’autonomia.
Hanno ragione. Ma anche no.
Questa casa è la vostra casa, questa terra è la vostra terra. Questa gente è la vostra gente.
Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi,
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.
Buon cammino!”


Per ascoltare Todo cambia todo

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