domenica 27 febbraio 2011

Sms da Lorenzo

Da dieci giorni ricevo sms da un bambino di sei mesi.
Si chiama Lorenzo e si fa vivo negli orari più inaspettati: la mattina presto o la sera tardi; oppure nel bel mezzo di una riunione: il telefono vibra e tra un intervento e l’altro mi leggo le sue ultime avventure. Avvenimenti straordinari, è ovvio, come possono essere solo dei messaggini inviati da un bambino di 180 giorni scarsi. Lorenzo, infatti, è nato alla fine della scorsa estate, fortemente voluto dai suoi “mamyepapy”.
Lorenzo è un bambino come tanti, solo che ha la sindrome di down e, come molti bambini down, ha un serio difetto cardiaco che lo ha condotto quasi di filato dalla sala parto a quella operatoria. Ora, dopo sei mesi, è stato impegnato ad affrontare un secondo intervento per porre rimedio definitivo al suo problema.
Eccomi. Ieri ho ripreso l’arduo e nobile cammino per diventare cavaliere (ricordate? Il coltello del dottore è come la spada del Re che mi dirà: “sorga un cavaliere!” e io sarà sempre forte e buono…). E va bé, ma lo sapete che ieri ho fatto i disegnini col cuore? Baci L.”
Messaggi da diario minimo, pieni di dettagli. Lampi da una storia semplice e quotidiana, che però trasuda coraggio e fortezza. Storia di lato, di quelle che se non capita proprio a te, non le vedi, non le concepisci…
“Ciao. Per prima cosa: la mamy è bellabravabuona (e utile perché fa il latte). Poi ieri e oggi son giorni di niente, cioè che aspetto, come il papy quando nascevo. E poi il papy oggi mi ha portato a fare il giro di tuuuuutte le chirurgie: che bello! Io preferisco la maxillo facciale. Forse stasera ci mandano a casa, ma col numerino per non perdere il posto… per diventar cavaliere. Baci. L.”
“Ciao. Ieri sembrava che tutti ce l’hanno con me. Prima non mangio per 12 ore e uno mi buca e intuba e fascia la mano. Poi mi dormono e faccio la tv col cuore – tutto ok – poi (era ora) mangio ma ho il maldipancia e piango. Dopo un’ora di massaggi del papy dormo, ma subito mi pungono e mi torna il maldipancia e col papy faccio la cacca del mese. Uffa, ma cosa ho fatto di male? Poi capisco: ok, son le prime prove per diventar cavaliere! Baci L.”
“Oggi è stato un giorno non. Non ho fatto la celebrazione del cavaliere, non ho fatto il digiuno – per fortuna, se no oltre il danno la beffa – non ci hanno detto niente fino a sera, quando il papy ha fermato il dottore che, stanco, andava a casa. Il dottore ha detto “domani no, o giove o venere o” a quel punto ho portato via il papy! La prova di pazienza dura ancora di più… bacio L.”
Finalmente arriva il giorno in cui non ci sono urgenze, e il Re decide che si può procedere. Lorenzo mostra il coraggio necessario e tutto va per il meglio. In terapia intensiva i valori sono buoni, l’ecografia come dev’essere, la notte tranquilla.
“Ciao. Oggi ho compiuto sei mesi… dormendo! Ho passato il mattino e il pomeriggio ad aspettare mamyepapy che prima non li facevano entrare perché c’era un nonno che lo curavano. Poi son entrati ma però poi, siccome c’era uno che lo curavano, allora ho pianto ma li hanno usciti lo stesso. Poi un’altra volta uguale. Allora l’ultima volta ho dormito, così son stati lì un po’ di più…(ah, i dottori dicono che va tutto bene). Baci”
“Ciao. Sono tornato in reparto cardiologia, dov’ero prima. Mi han tolto i tubi, meno uno. Ora son stanchino: dormo un po’. Bacio”
Buon riposo, novello cavaliere, te lo sei meritato.
Un bacio e un abbraccio forte anche a mamyepapy.   

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