venerdì 8 ottobre 2010

Tutti i dettagli in cronaca

“Berlusconi salvato dai Finiani” è il titolo di prima pagina che apre la serie di otto pagine dedicate al voto di fiducia: Maroni prevede che le urne saranno a marzo, nasce il partito dei transfughi anti-Udc, Fini fa il partito, Bersani attacca e scalda i Democratici, Salerno-Reggio nel 2013  e il compleanno più amaro del Cavaliere.
Poi, da pagina 12 si parla di emergenza sanità e rifiuti,  Al Qaeda, varie dagli esteri, Adro e i soli padani. Segue infine la cronaca, con la scomparsa della povera ragazza di Avetrano e i pastori che portano le pecore sotto il ministero dell’agricoltura. E’ proprio qui, a pagina 22, che fa capolino la notizia:  trentasette righe su una colonnina in fondo al foglio. Come dire: l’ultimo spazio a disposizione. Titolo: “Via libera alla legge su dislessia e disgrafia”.
Per arrivare a notare la notizia ci vuole uno di quei giorni un po’ particolari, dove le scadenze del lavoro lasciano fiato e puoi sfogliare con attenzione fino a lì. Magari un lungo viaggio in metrò.
Eppure il fatto è di quelli importanti, perché riguarda un problema ormai molto presente nella vita della scuola e delle nostre famiglie. Le statistiche ci dicono infatti che la dislessia coinvolge quasi il 5 % della popolazione scolastica delle scuole primarie e medie: mica poco.
La dislessia è un disturbo dell’apprendimento e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà a leggere e scrivere in modo corretto e fluente; il bambino dislessico non può farlo in maniera automatica e ci riesce solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie; perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, rischia di non imparare.
Se questo problema non viene identificato nei primi anni di scuola, le conseguenze possono risultare anche gravi. Se infatti il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d'apprendimento usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energie e concentrazione a ottenere risultati che per i suoi compagni e per i suoi maestri sono quasi banali.  I problemi maggiori nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, poiché spesso passano per pigri o addirittura per stupidi. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, fino a rigettare in toto il mondo della scuola.
Ecco allora l’importanza del sì pronunciato dal Parlamento. Fino ad oggi le scuole non erano vincolate ad intervenire anche se un alunno manifestava questi problemi: tutto era praticamente sulle spalle dei genitori. Adesso la scuola diventa parte integrante della diagnosi e della cura.  La legge prevede una didattica personalizzata e l'uso di strumenti compensativi (personal computer, calcolatore); inoltre i genitori di alunni dislessici potranno usufruire di permessi e di orari di lavoro flessibili ed è prevista una specifica formazione per i docenti.
Insomma un passo in avanti concreto nella modernizzazione della nostra scuola e del nostro Paese. Un piccolo/grande salto di civiltà che… va a finire a pagina 22.
Sappiamo da tempo che i media ci offrono ogni giorno una realtà costruita, la quale influenza in modo importante la nostra lettura della realtà.  Secondo il mio giornale la politica sarebbe quella roba delle prime otto pagine e una legge sulla dislessia occuperebbe nel mondo lo stesso spazio – e per di più in cronaca - dedicato alla cravatta di Fini.
Un caso?  Può darsi.
Ma rimane il sospetto che la disgrafia e la dislessia centrino un po’ anche con ciò che si scrive e si legge sulla stampa. Scrittura corretta e lettura automatica.
Meno male che la nuova legge c’è.   

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