sabato 20 giugno 2009

A prescindere

Dunque, riassumendo: sono partito più o meno alle tredici e nel giro di tre minuti ne ho contate sette, di prostitute. Tutte quante lungo le strade di un Comune che, tramite roboanti ordinanze e relative sanzioni, dovrebbe aver fatto cessare il fenomeno da tempo. Poi ho varcato la frontiera di Milano – città anch’essa vocata alle ordinanzeemergenza - e ai primi due semafori mi sono imbattuto in una coppia di persone storpie e deformi; due soldati di quel battaglione che da qualche settimana ha rioccupato gli incroci del Lorenteggio per spigolar monetine. Gli arti e le protesi erano mostrati in maniera così maldestra da chiedersi se certe esibizioni riescano ancora a batter chiodo.
Infine il mio panino in piazza Tirana, il cui parco pubblico ospita da qualche mese un ininterrotto happening di famiglie rom.
Che dire? Che forse non ci avrei fatto nemmeno caso, a tutte queste presenze, se in pausa pranzo non mi fossi fermato a sfogliare il giornale. A pagina 11 una lettera di un lettore “di sinistra” dal titolo “Eliminare degrado e pericolo è solo una scelta di destra?”. Il lettore si lamenta della situazione di altre piazze e vie meneghine: “Questa è la logica dell’integrazione all’italiana, il posto dove si accoglie tutti perché così la coscienza dei cattolici è a posto nel sentirsi buoni nei confronti dei poveri, e la coscienza di quelli che ancora si dicono comunisti lo è altrettanto ospitando i diseredati della terra, oppressi dalle varie multinazionali che guidano i governi del terzo mondo”. E, dopo aver richiamato la famosa battuta di Berlusconi sulla Milano città africana, conclude così: “Io sono sempre stato di sinistra, ma vedere come il ceto politico che mi dovrebbe rappresentare sia incapace d’uscire dalla logica per cui eliminare il degrado degli immigrati in vagabondaggio per la città sia una scelta di destra, mi fa capire che ci terremo Berlusconi e Bossi fino alla morte”.
E’ Piero Colaprico a rispondere al lettore.
Così: “ (…) lei centra un punto fondamentale: Tony Blair, laburista, ha vinto promettendo (e mantenendo) anche “legge e ordine” mentre la sinistra italiana è stata totalmente spiazzata. Sono soprattutto i poveri delle periferie a subire l’onda d’urto di un’immigrazione con poche regole, infatti chi votano? Lega. Il partito democratico è in ritardo colossale, ma ci sono timidi segnali di una possibile “rinascita”: spero che leggano questa sua lettera”.
Un dialogo che personalmente trovo surreale. Un dialogo… a prescindere, direbbe Totò.
A prescindere dal fatto che in Italia le regole per l’immigrazione esistono – dalla Turco/Napolitano in giù – e che oggi vige la Bossi/Fini, legge fatta passare come pugno di ferro, la soluzione all’immigrazione clandestina.
A prescindere dal fatto che nelle città governate dal centro destra tutto si è fatto tranne che “eliminare” il degrado e il supposto pericolo; degrado e pericolo – veri o presunti - che invece sono stati branditi e ben utilizzati a fini elettorali.
A prescindere dal fatto che comunisti e  cattolici (almeno quei cattolici che il lettore intende) sono all’opposizione, a Milano, almeno dal 1992!
A prescindere dal fatto che quegli uomini ai semafori rappresentano una piccola minoranza dei quattro milioni di stranieri che oggi popolano, da cittadini e lavoratori,  le nostre città.
Non so se Berlusconi e Bossi ce li dovremo tenere fino alla morte; certamente fino a quando gente “di sinistra” e giornalisti di testate “di sinistra” continueranno a parlare così. Ad accettare supinamente il modo di descrivere la realtà che ci propinano, ogni giorno, Berlusconi e Bossi. A prescindere.

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