1 ottobre 2008

Buonumore

Dalla lettura dei giornali locali quasi mai si esce col sorriso sulle labbra: si rischia, infatti, di rimanere impantanati nell’ingorgo di dettagli da cronaca nera o nel gossip da strapaese.
Oggi, invece, il periodico locale riesce a mettermi di buonumore; ci sono infatti due notizie che tirano un po’ su, per ragioni diametralmente opposte.
La prima news riguarda il nostro sindaco, quello che non vuole certo diseducare alla carità. Ho deciso che d’ora innanzi lo chiamerò così: il nostro sindaco. In primo luogo perché non è molto interessante sapere di quale comune sia primo cittadino: non vogliamo infatti ricadere, appunto,  nella polemica da cortile; né è così determinante accertare a quale schieramento appartenga, perché poco ci interessa partecipare alla politica politicante del partito preso.
Ma questo sindaco è nostro perché così profondamente italiano, con tutti i vizi e le virtù che discendono. E’ in fondo un italiano medio: forte coi deboli e debole coi forti, convinto sostenitore della libertà fin quando questa favorisce sé e il proprio gruppo d’appartenenza;  piuttosto ignaro di cosa voglia dire abitare e rappresentare un’istituzione pubblica (cioè di tutti), maneggia la propria identità di parte come un randello sulla testa degli altri. Ma è scaltro, o almeno così appare, nel lucrare rendita politica dalla dabbenaggine altrui.
Sta in padania, questo sì, perché da qui scriviamo.
Infine lo voglio chiamare nostro perché mi sembra così di riscattarlo da quella solitudine in cui la politica odierna lo ha rinchiuso, lui come tanti suoi colleghi. L’hanno convinto o si è auto convinto (su questo non c’è ancora accordo) che è lui e lui solo a governare la sua città. Un uomo così solo al comando, da fare tenerezza, un po’.
E dunque qual è la news? Il nostro sindaco ci informa sorridente dal periodico locale che la sua campagna d’autunno sulla sicurezza sta dando i primi frutti. In particolare l’ordinanza anti prostituzione.
Testuale: “Nel corso delle settimane altre contravvenzioni sono state elevate, circa 10, a carico di clienti e lucciole e già si cominciano a intravedere alcuni segnali di minore arroganza nell’esercizio dell’attività di meretricio su strada”.
Beh, che dire? La prima domanda è da cosa si capisca che le “lucciole” sono diventate meno arroganti nella loro attività. Uno si immagina che facciano meno storie sulla contrattazione del prezzo, o si mostrino particolarmente cordiali nel fornire le necessarie informazioni o che abbiano deciso di adottare un look più castigato, evitando gli indumenti in pelle e quelli leopardati.
Ma la cosa che fa più sorridere è cercare di immaginarsi come il nostro sindaco abbia accertato la “minor arroganza”, visto che nel suo comune è vietato anche fermarsi accanto a una prostituta. Appostamenti in incognito? Sondaggi a campione? Ah, saperlo…
I meno inclini al sorriso diranno che si vende fumo e si cerca di infinocchiare gli elettori, esibendo risultati immaginari. Giusto, ma il metodo è talmente maldestro che a noi  fa scappare da ridere.
Le prostitute sulle strade ci sono ancora, ma sono meno arroganti. Complimenti.
La seconda notizia riguarda un collega del nostro, sindaco di una cittadina confinante.
Al contrario del nostro, lui ha dichiarato che non farà ordinanze fai da te. Ammette onestamente che nella sua città i problemi, in particolare quello della prostituzione,  sono ridotti e quindi non si sente il bisogno di ordinanze ad hoc. Ma poi dichiara, testuale: “Sono convinto che la prospettiva di una reale sicurezza per i cittadini passi, con particolare riferimento ai giovani, attraverso una responsabile attribuzione di valori e non attraverso una sottrazione di libertà”.
Una buona notizia: c’è qualche amministratore che ancora non è stato travolto dal conformismo dilagante. E pensa con la sua testa. E pensa positivo: valori e libertà.
Chiudo il giornale e sono di buonumore: c’è ancora speranza.

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