martedì 20 maggio 2008

A proposito di paura

Caro Presidente Penati,
ho letto la sua intervista di oggi su “La Repubblica” di Milano  (“Basta rom, la sinistra non abbia paura”) e sono indignato. E  per questo non posso stare zitto.
Ho avuto l’onore e l’onere di essere per sei anni Assessore alle Politiche sociali del Comune di Rho: insieme a tanti altri buoni democratici su questo territorio abbiamo lavorato per aprire un villaggio solidale per la locale comunità rom.
Ricorda? Credo di sì, perché tra le mani mi sto rigirando la delibera, firmata da lei, con la quale ci concesse un contributo di 300.000 euro (che si andavano a sommare ad altri 150.000 messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo).
Allora riteneva fosse “necessario sostenere il progetto di costruzione di un villaggio solidale della comunità rom del Comune di Rho, al fine di promuovere interventi d’inclusione sociale volti a realizzare un miglioramento delle condizioni abitative della comunità rom e l’avvio delle diverse strategie d’integrazione (scolarità, formazione professionale e inserimento lavorativo, educazione alla salute) che favoriscano un graduale passaggio verso forme compiute di residenzialità”.
10 maggio 2006. Sono passati solo due anni ed ora leggo le sue dichiarazioni per l’azzeramento dei campi rom in provincia. Perché gli zingari “devono semplicemente tornare a casa”.
Mi fa impressione soprattutto una cosa: le affermazioni che leggo ora sono testualmente quelle che ho sentito per sei anni dai banchi del centrodestra in consiglio comunale. Slogan digitali: zero/uno, bianco/nero, fuori/dentro, buoni/cattivi.
Ma la realtà è un po’ più complessa delle sue nuove parole d’ordine; è fatta di percorsi tortuosi, di progressive e possibili  conquiste d’autonomia e integrazione. E di legalità.
A questo proposito, se trova del tempo, si faccia  mandare dalla Caritas ambrosiana l’opuscolo “Dalle porte della città”. Racconta dell’esperienza e dei risultati ottenuti con la realizzazione del villaggio solidale di Rho.
Sì, quello stesso che lei ha contribuito a finanziare.
Quando Penati non aveva paura di essere Penati.

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