giovedì 11 gennaio 2018

Indovina chi viene a pranzo


“E’ un paese piccolo, cosa vuoi farci? A volte succede”. La prende bene Fabio, il volontario della Caritas che ha costruito con noi il percorso. Tutto sommato la prendiamo bene anche noi, soprattutto perché c’è poco da fare; effettivamente è un paese piccolo, mica siamo a Milano.
Ricordo che questa riflessione sul piccolo centro e sulle sue dinamiche l’abbiamo fatta anche al principio di tutto, quando la parrocchia locale non riusciva a trovare un immobile da mettere a disposizione dell’accoglienza diffusa per i richiedenti asilo. Capita, infatti, che le comunità locali non abbiano in proprietà appartamenti liberi e che i parrocchiani – nonostante gli accorati appelli dal pulpito - non si facciano avanti. Succede, soprattutto nei centri abitati di poche migliaia di anime, lontano dall’anonimato dell’hinterland, dove tutti si conoscono e il “rispetto umano” sovente prevale sul coraggio di esporsi, di metterci la faccia; e la seconda casa.

martedì 19 dicembre 2017

Il puzzle di una vita

Quando si organizza un incontro per commemorare una persona scomparsa da poco, il rischio di cadere nella retorica si apposta dietro l’angolo e ti aspetta al varco. Evitare di incensare e idealizzare è quasi impossibile.
Questo pomeriggio ci abbiamo tentato, assiepati in una delle sale del centro parrocchiale, per ricordare la presenza tra noi di don Gian Paolo: prete e vicario episcopale con la passione per i poveri e per le attività a loro favore. Lo schema è stato semplice: sette testimonianze di persone che lo hanno conosciuto, alternate alla lettura di suoi scritti per occasioni pubbliche.

mercoledì 6 dicembre 2017

La cattedra del té

Quando le ho sentite parlare mi è piaciuto molto lo stile: concreto, senza fronzoli. Poi sono andato a leggermi i testi e le ho apprezzate ancora di più. Loro sono operatrici e volontarie della Caritas di Bologna e la loro iniziativa ha un nome semplice: il Tè delle tre.

mercoledì 22 novembre 2017

Il rifugiato ideale

L’accoglienza diffusa di rifugiati nelle parrocchie è un’opportunità per fare conoscenza  con persone in carne ed ossa, che si possono guardare negli occhi. I piccoli numeri permettono infatti la costruzione di relazioni dirette e di progetti di accompagnamento e inclusione cuciti su misura. Per scoprire che – guarda un po’ – i rifugiati sono esattamente come noi. Un passaggio tutt’altro che scontato sia per chi pensa che siamo ormai invasi da un’orda dedita solo all’ozio e all’illegalità, ma anche per chi parte da un’idea romantica e idealista del rifugiato e quindi dell’esperienza dell’accoglienza.

giovedì 9 novembre 2017

Sono umile di mio

Alberto si avvicina all’ Emporio un po’ titubante. Sa che non siamo in orario d’apertura, e quindi scruta dalla vetrina per vedere se io sono già dentro. Il fisico asciutto, non troppo alto, uno sguardo diretto, di un azzurro limpidissimo.
All’interno si guarda attorno con l’occhiata del cliente abituale, di quello che viene a fare la spesa almeno ogni due settimane, e quindi conosce gli scaffali: pasta, sughi, pannolini, tonno, detersivi, scatolame, latte, biscotti,  carta igienica.

lunedì 30 ottobre 2017

Nelle rapide della vita

Non so se hai presenti le rapide. Quelle dei fiumi, nei canyon. C’è chi le affronta per sport, per provare l’adrenalina della discesa, dell’accelerazione.  Ecco, per sentire almeno un po’ quello che sta passando Dafne, dovremmo cercare di andare lì col pensiero, proprio in quel punto preciso in cui il fondo del fiume comincia ad inclinarsi, l’acqua a correre, il rumore a sovrastarti. Se non sei preparato, se solo stai pensando che tutto sta filando liscio, sono veramente cavoli amari.  Cerchiamo d’immaginare lo strattone, la percezione di non poterti fermare, l’acqua che imbarchi. Non riuscire più a vedere oltre gli spruzzi; e la paura blu dei massi, che ti colpiscono ai fianchi, a tradimento.

giovedì 19 ottobre 2017

L'iniziativa "perfetta" degli Spiazzati

Ci sono alcune volte, rare, in cui hai l’impressione di essere di fronte a iniziative “perfette”, in cui tutto torna. Questa, è una di quelle.
Aldo e Alberto, di “professione” senza fissa dimora e Gianni, ex esodato passato anche lui per la strada, stanno illustrando ai numerosi presenti in sala la loro creatura: “I gatti di Milano non toccano terra”. Si tratta di una guida turistica tutta particolare, che presenta nove itinerari per ri-scoprire il capoluogo lombardo da un punto di vista non usuale, quello – appunto – di chi vive per strada.

martedì 10 ottobre 2017

Ma allora si può

Abbiamo talvolta bisogno di una voce che ci confermi che la cosa che abbiamo in mente “si può fare”, che il desiderio che cova dentro di noi non è poi così campato per aria, ma in qualche parte del globo è diventato una realtà. Imperfetta, naturalmente, come tutte le realizzazioni umane; ma vera. 
Ecco, questo è l’effetto che mi ha fatto leggere la ricerca dell’agenzia Metodi e della Caritas diocesana di Bologna: “Dentro i passi – Un anno di accoglienza: percorsi individuali e rigenerazione di comunità”. Si tratta della rielaborazione dell’esperienza di accoglienza diffusa di persone rifugiate sul territorio felsineo (“Pro-tetto, rifugiato a casa mia”): famiglie e parrocchie che hanno messo a disposizione locali e appartamenti e si sono giocate in prima persona nell’accompagnamento di giovani africani in uscita dai Centri d’accoglienza straordinari collettivi.